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Studio Odontoiatrico Associato Conte

Come lavare correttamente i tuoi denti?

Lo Spazzolino

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Lo spazzolino da denti andrebbe selezionato insieme al proprio odontoiatra in base alle esigenze specifiche del paziente (età, sensibilità, spessore e salute delle gengive. Tuttavia, in media lo spazzolino consigliabile è quello a setole di media durezza (mai dure, morbide solo in caso di gengive particolarmente delicate, nei bambini ed in seguito ad interventi). La grandezza della testina non dovrebbe superare i 2 cm. Spazzolini particolari, con setole di diversa forma o materiale non presentano particolari benefici rispetto a spazzolini classici. Le setole devono essere sintetiche e lo spazzolino può essere di qualsiasi marca purchè nota (spazzolini con setole naturali, o di marche sconosciute potrebbero essere poco standardizzati e potrebbero rigare la superifcie dello smalto).


Il dentifricio

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Il dentifricio è una pasta composta fondamentalmente da acqua, particelle abrasive, saponi, fluoro e aromi. Anche in questo caso non esiste l'indicazione alla scelta di una marca piuttosto che un'altra purchè la scelta ricada su un prodotto di buona qualità. Nel mercato esistono molteplici varietà di dentifricio. Tuttavia cercheremo di chiarire alcuni delle denominazioni più diffuse.

Anticarie, antitartaro e antiplacca: in realtà tutti i dentifrici possiedono queste qualità partcipando insieme allo spazzolino alla rimozione dei batteri dalle superfici dentali. Elementi chimici come il fluoro (che rafforza lo smalto dei denti), il triclosan (antibatterico) ed i pirofosfati (rallentano la calcificazione dei depositi batterici) sono presenti in praticamente tutte le paste dentifrice in commercio di qualunque marca e tipologia esse siano.

Sbiancanti: vista la breve permanenza dei dentifrici nel cavo orale i dentifrici così detti sbiancanti non possono affidare la loro azione ad una reazione chimicache agisca in profondità nel dente (come avviente negli sbiancamenti professionali), ma devono limitarsi ad una azione abrasiva in grado di rimuovere la placca e le macchie superficiali causate da caffè, fumo, tè ed alimenti vari. Inoltre lo smalto, in genere quasi trasparente, graffiato da tali dentifrici tende inizialmente a sembrare più bianco esattamente come un vetro trasparente viene reso biancastro dal passaggio di una carta vetrata. L'azione di tali dentifrici è però troppo aggressiva, rende in realtà le superfici dentali più ruvide e quindi più soggette all'accumulo di placca e macchie. A lungo andare inoltre lo smalto si consuma, ed oltre agli evidenti problemi di salute dei denti, lasciando trasparire molto di più la dentina sottostante (responsabile del colore giallo dei denti) rendendo in realtà l'elemento più scuro. Pertanto ci sentiamo sempre di sconsigliare un uso, se non particolarmente moderato, di questi dentifrici.

Per denti sensibili: La sensibilità dentale è data dalla presenza di tubuli dentinali scoperti e non protetti da smalto o gengiva. Attraverso questi pori il nervo del dente viene irritato dalla presenza di cibi e bevande fredde, acide e dolci. Spesso tale sensibilità può comparire nel paziente particolarmente attento alla propria igiene che per eccesso di zelo ha causato un'usura dello smalto o una recessione della gengiva, oppure nel paziente con problemi gengivali e parodontale in seguito alle manovre di igiene orale che rimuovendo la placca ed il tartaro dalle superfici radicolari aprono i tubuli all'ambiente esterno. Questi dentifrici, non hanno niente in meno agli altri dentifrici, ma semplicemente qualcosa in più, ed in particolare una miscela di sali minerali che tendono a depositarsi sulle radici chiudendo in maniera  sana i tubuli dentinali. Naturalmente questi sali minerali hanno bisogno di qualche giorno per chiudere i tubuli ed ottenere la riduzione della sensibilità, ed allo stesso modo in cui si sono depositati possono sciogliersi se non continuamente rimpiazzati. Pertanto il paziente dovrà utilizzare tali dentifrici costantemente per ottenere e mantenere il risultato sperato.

Per bambini: sono dentifrici con una ridotta abrasività, nel rispetto dei dentini da latte certamente più delicati di qelli permanenti e con contenuti di fluoro appositamente studiati per la giovane età del paziente in modo da non essere dannosi se ingeriti ed allo stesso tempo efficaci nel rafforzamento dello smalto. Anche il gusto più delicato o fruttato rende per il bambino più piacevole l'abitudine di spazzolare i denti.

Salini: sono dentifrici che rinunciano ai forti aromi mentolati dei dentifrici comuni e che possono essere usati in base al gusto personale del paziente. Un vantaggio di tali dentifrici potrebbe essere quello di evitare la spesso inveritiera sensazione di pulizia e freschezza che i dentifrici fortemente aromatizzati tendono a dare al paziente immediatamente dopo la loro introduzione in bocca. Questo può spingere il paziente a spazzolare più correttamente e più a lungo alla ricerca di una freschezza e pulizia più reale.


Spazzolamento

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 I denti devono essere lavati con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto e comunque mai meno di 2 volte al giorno. Durante lo spazzolamento è fondamentale innanzitutto procedere con ordine senza saltare da un dente ad un altro senza logico. Ad esempio si può cominciare dalla superficie esterna dei denti posteriori di destra e procedere ordinatamente nella pulizia di tutti gli elementi fino agli elementi posteriori di sinistra. Successivamente si dovrà procedere allo stesso modo per pulire la superficie interna dei denti superiori, poi quella esterna dei denti inferiori ed infine quella interna dei denti inferiori. Saltare da sopra a sotto e da destra a sinistra senza una logica spesso infatti comporta una ridotta pulizia delle zone più difficili da raggiungere o dove abbiamo qualche piccolo fastidio.
Il movimento dello spazzolino non dovrà mai essere orizzontale o rotatorio ma sempre verticale e dalla gengiva verso il dente, mai in senso opposto.

 

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Pulite le superifici laterali dei denti si potrà passare alla pulizia delle superifici masticoatorie superiori ed inferiori.

 

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Nella zone più scomode come sulla superficie interna degli incisivi inferiori può essere opportuno utilizzare lo spazzolino longitudinalmente ai denti piuttosto che parallelamente.

Spazzolini Elettrici

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Nei bambini, negli anziani o comunque nei pazienti con deficit motori l'uso dello spazzolino elettrico può essere indicato. Nei pazienti adulti in buona salute lo spazzolino elettrico non apporta grandi benefici ad una corretta igiene orale manuale.


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Lo spazzolino elettrico con movimento rotatorio alternato deve essere gentilmente appoggiato sulle superfici dei denti senza applicare una pressione eccessiva.


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Anche in questo caso è fondamentale pulire le superfici dentarie ordinatamente soffermandosi qualche secondo su ogni dente, senza tralasciarne nessuno.

N.B.

Lo Studio Odontoiatrico Associato Conte condivide le informazioni fornite nel video qui a fianco ad eccezione del fatto che lo spazzolino elettrico sia superiore a quello manuale. E' certamente più facile da usare correttamente ma non sono rilevabili differenze rivelanti rispetto ad uno spazzolino tradizionale utilizzato con attenzione.

Spazzolamento della lingua

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La lingua ha una superficie villosa e ricca di anfrattuosità dovute alle papille gustative che possono essere ricettacolo di un gran numero di batteri. Questi batteri possono concorrere in maniera significativa a generare l'alitosi e possono essere una riserva di batteri per la ricontaminazione dei denti appena spazzolati. E' pertanto buona abitudine procedere alla pulizia della lingua con apposti puliscilingua o con lo stesso spazzolino ogni volta che si lavano i denti.

Il filo interdentale - Perchè è così importante?

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Anche il paziente più scrupoloso, con lo spazzolino, il dentifricio, ed il collutorio migliori sul mercato (nonostante quanto dichiarato nelle numerose pubblicità), non possono essere in grado di pulire gli spazie tra un dente ed un'altro. La placca necessita di essere rimossa meccanicamente e questo può essere ottenuto solo tramite il filo interdentale. Se si considera che un dente ha 5 superfici, di cui due sono interdentali, si capisce come non utilizzare il filo voglia dire pulire solo i 3/5 delle superfici dentali, poco più della metà. Inoltre gli spazzi interdentali sono proprio quelli dove la placca si accumula più facilmente, non viene rimossa dalla saliva, dalla masticazione o dai movimenti della lingua. Per tale motivo le carie sulle superfici interdentali rappresentano quasi l'80% delle carie dei pazienti dai 20 ai 60 anni, ed la malattia parodontale si manifesta sempre prima ed in maniera più grave a questo livello. Si potrebbe paradossalmente arrivare a dire che il filo interdentale sia ancor più importante di spazzolino e dentifricio.

Il filo interdentale - Perchè in pochi lo usano?

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Il filo è ritenuto dalla maggior parte dei pazienti una procedura noiosa, complicata e dolorosa. In realtà dopo averci preso la mano basteranno un paio di minuti davanti alla televisione per pulire perfettamente tutti gli spazi interdentali, ed il dolore come il sanguinamento spariranno insieme all'infiammazione gengivale causata dal mancato uso dello stesso.
La tecnica prevedere di prendere un pezzeto di filo di circa 50 cm arrotolarlo saldamente sul dito medio delle due mani in modo che possa essere teso sensa bisogno di tenerlo fermo con altre dita e successivamente utilizzare indici e pollici per passare il filo nei vari spazi interdentali.

Il corretto movimento

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Applicando una certa pressione a livello del punto di contatto tra i denti ed eventualmente aiutandosi con un piccolo movimento di va e vieni il filo scatterà al di sotto del punto di contatto. A questo punto interrompendo il movimento di va e vieni, si dovrà abbracciare bene un dente (come nell'illustrazione) ed eseguire un movimento di su e giù sempre tenendo il filo ben a contatto con tutta la superficie del dente; abbracciare l'altro dente dello spazio ed uscire. Ogni tanto cambiare il tratto di filo impiegato arrotoloando su un dito e svolgendo sull'altro.

Scovolini interdentali

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In alcune condizioni l'uso del filo interdante è impedito dalla presenza di ponti o potrebbe non essere sufficiente in presenza di spazi interdentali particolarmente ampi. Tali condizioni in realtà richiedono un'attenzione ancora maggiore alla pulizia dello spazio interdentale inquanto facilitano l'accumulo di grossi quantitativi di placca e tartaro.
In questi casi in paziente potrà usare gli scovolini interdentali (strumenti composti da un'anima metallica rivestita da setole) per passare nello spazio interdentale adattandosi bene alle superfici radicolari ed ottenendo un ottimo livello di pulizia. In alternativa il superfloss, un filo interdentale pretagliato, composto da una parte rigida per passare nello spazio ed una spugnosa in grado di pulire anche gli spazi ampi, può essere usato con ottimi risultati.

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Collutori

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Esistono fondamentalmente due tipi di collutori. Quelli a base di Clorexidina (Dentosan, Corsodyl, Curasept etc) un efficace antisettico che sono molto efficaci nel controllo della placca, ma che a causa di effetti collaterali quali macchie sui denti ed alterazioni del gusto possono essere usati solo per un certo periodo sotto consiglio dell'odontoiatra. Tutti gli altri collutori per uso quotidiano sono esclusivamente dei mezzi per rinfrescare l'alito e non apportano alcun miglioramento all'igiene orale. QUindi se il paziente vuole usarli, può farlo, a patto che non li ritenga in alcun modo un sostituto di spazzolino e filo interdentale. Tra tutti è essenziale saper sciegliere collutori privi di alcool e non le famose bombe della pubblicità che oltre ad essere inutili rischiano con il loro alto contenuto di etanolo di arrecare danni alle mucose del cavo orale.

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